« Forse certe donne non sono fatte per essere domate,
forse hanno bisogno di restare libere
finchè non trovano qualcuno di altrettanto selvaggio con cui correre. »

Sinceramente non mi ritengo una sciocca, nè tantomeno un'ignorante... tuttavia mi rendo conto che tanti lati del mio carattere, che non ho mai trovato un problema, anzi un motivo di vanto in quanto decisa anticonformista, ora come ora stanno diventando un ingente impedimento.
La mia incapacità di comunicare a parole i miei pensieri più seri e profondi, ormai è imbarazzante.
Non mi è mai piaciuto questo aspetto di me.
La me stessa che non riesce a parlare di argomenti seri davanti a tante persone, perchè si sente "inadatta" e "ridicola", l'ho sempre odiata... però ho sempre compensato questa mia mancanza attraverso la scrittura, che è sempre stato il mio metodo di espressione primario.
Tuttavia, ora che sono arrivata all'università, mi rendo conto che non posso continuare a parlare sempre di scemenze o di frivolezze come facevo al liceo. I miei coetanei discutono di argomenti di una certa portata, e io vorrei poterli seguire senza sentirmi a disagio.
Vorrei eliminare la me stessa che strillacchia e ride sempre.
La bambina che disegna e fa amicizia anche con i muri la trovo imbarazzante.
Quella che si veste come una persona ridicola, trovandosi palsemente fuori luogo in un ambiente che non è il suo ormai la disprezzo profondamente.
Dovrei cambiare, io lo so.
Ma......poi penso di no.
Io ho un certo tipo di carattere.
Sicuramente è un carattere in larga parte incomprensibile, e ad un primo impatto addirittura ridicolo.
Ho 20 anni, ma adoro vestirmi di colori accesi e indossare capi di abbigliamento spesso un pò infantili.
Leggo libri per bambini, e non me ne vergogno. Come i bambini faccio i capricci se non ho voglia di fare qualcosa, e sempre come loro adoro le cose carine, rido sempre, e mi emoziono per tutto.
Mi cimento in imprese al limite dell'impossibile, da cui mi faccio assorbire completamente.
Mi appassiono a cose di cui tutti si disinteressano e non ho nessun tipo di problema ad ammettere di non riuscire in qualcosa.
Questo è il mio carattere.
Certo, è necessario che magari io lo smussi in alcuni suoi lati... vorrei imparare ad essere più posata ed elegante, più affascinante.
Più donna, ecco.
Ma è veramente giusto cambiarmi completamente solamente per unirmi meglio a chi mi sta intorno?
Penso che questo, in ogni caso, sia molto sbagliato.
Postato da Estreas (giovedì, 26 novembre 2009 alle 18:42).


Nuova grafica per portare una boccata d'aria fresca,
nella me stessa che si sta
r i a l z a n d o
Postato da Estreas ( alle 11:31).

Non penso che questo sia un periodo molto positivo della mia vita.
Ho mille pensieri per la testa, milioni di impegni sovrapposti l'uno all'altro, e un caos tale nella mia vita che mi riesce difficile non diventare isterica anche a causa delle minime cose... così mi ritrovo a litigare in reparto, inveendo contro gli assistenti sanitari che non hanno l'indole adatta per trovarsi a contatto con un paziente.
E mi domando che ci sta a fare gente come questa in un posto in cui esiste anche la morte.
Si perchè c'è la morte.
La gente muore in ospedale.
I dottori fanno del loro meglio per salvare vite, ma spesso accade che le cappelle funerarie vengano usate.
Ci sono anche dottori che vedono i propri pazienti debilitarsi sempre di più sotto i loro occhi, e tu sai di non poter fare ancora NULLA per loro, perchè non sei ancora un dottore, PERCHE' HAI UN CAMICE BIANCO MA ANCORA NON SAI NEMMENO COSA PRESCRIVERE.
E vedi le tue pazienti afflosciarsi. Rigettare le cure.
E stai male.
E diventi cinica. Calcolatrice. Troppo razionale.
Eppure... riesci ancora a scioglierti per il sorriso o lo sguardo di una persona.
Qualcuno che non conosci, di cui non sai nemmeno il nome, che ti sembra troppo lontano anche solo da avvicinare... cerchi supporto e ascolto, comprensione nelle persone a te care, ma non vieni capita.
Vieni respinta.
Non vieni accettata dalla persona da cui vorresti sostegno, perchè forse la tua realtà è diversa dalla sua? Forse perchè ci sono in ballo complessi, gelosie o incomprensioni che sono troppo radicate?
Ma a 20 anni faccio forse male a desiderare al mio fianco persone che sappiano camminare con me?
Faccio male a sperare di poter trovare persone per le quali non dover essere SEMPRE quella forte? Qualcuno che sappia accettare di me anche la parte debole, che sappia guardarmi in faccia non come una principessa che non esiste, ma come una ragazza che ha un sogno: quello di diventare medico. Una che si spacca il culo tutti i giorni per arrivarci, e che la sera vorrebbe solamente essere accolta dai suoi amici con un sorriso e non con una malcelata insoddisfazione del "perchè tu stai riuscendo a diventare medico e io no?!"
Così ti ritrovi a stare con persone nuove.
Persone intelligenti che stanno al tuo passo, a cui lentamente ti attacchi sempre più, con cui costruisci una nuova realtà, con cui condividi il tuo sogno.
L'università diventa la tua boccata di aria fresca, il posto dove mettere alla prova la tua nuova te stessa, la ragazza che tenta di diventare adulta con fatica, e che si è lasciata alle spalle gli screzi da 15enne che invece, sembra, non tutti nelle sue conoscenze sono riusciti a superare.
A casa si fronteggia la rottura.
La malattia. L'omertà. Il menefreghismo più assoluto.
Ti viene da domandarti: Se diventerò medico potrò curare tutti loro?
Come potrò essere un buon dottore se non ascolto nemmeno mio fratello che si confida con me?!
E tutto diventa una spirale di rabbia, sofferenza, frustrazione, isteria.
Ho bisogno di allargare entrambe le mie braccia e ridere come facevo prima.
Dov'è finita la mia rosissima Pika Ranger Rainbow?
Dove?
Postato da Estreas (venerdì, 20 novembre 2009 alle 20:20).

Voglio conoscerti.
Sto malissimo.
Postato da Estreas (giovedì, 19 novembre 2009 alle 18:45).

Ho i complessi di una ragazzina di 15 anni, e alla mia età non penso sia bello.Mi scuso con chi mi sopporta quotidianamente con questa storia del "ragazzo del bus", ma purtroppo non posso farci nulla: Sono una persona davvero insicura nei rapporti d'amore.
Nel momento stesso in cui penso "accidenti, che carino" iniziano i complessi, quando poi mi rendo conto che forse mi piace, partono direttamente i disagi veri e propri.
"Sono troppo brutta"
"Non è concepibile che si interessi a me"
Sono le frasi più quotate.
(...) Si certo, voi avete ragione a dire "Se non provi a parlarci e conoscerlo non potrai mai sapere cosa pensa"
Vi assicuro, siete nel giusto, questi sono gli stessi consigli che dò io agli amici che si trovano in situazioni simili.
Nel mio caso però è diverso.
Io sono talmente terrorizzata e così profondamente disgustata da me stessa, che nel momento stesso in cui mi rendo conto di essermi interessata a qualcuno perdo completamente la capacità di approcciarmi a lui.
E' brutto da dire, ma dopo tanti anni che ci provo, ormai all'età di 20 anni posso dire con sicurezza che il mio problema è davvero grave, e credetemi... non so come risolverlo.
Ah si.
Frasi come "Buttati" oppure "Tentar non nuoce" sono apprezzate, ma in nessun modo applicabili.
(In poche parole questo post è emo, idiota e non ha senso che lo abbia scritto X°D)
Postato da Estreas (martedì, 17 novembre 2009 alle 17:00).

Non mi sono mai disperata tanto per non conoscere il nome di qualcuno.
M a i.
Postato da Estreas (lunedì, 16 novembre 2009 alle 16:18).

Sono sempre stata una persona che si appassiona facilmente. Che si lascia trasportare dalle cose che le piacciono.
Ritengo che ogni periodo della mia vita sia stato caratterizzato da una determinata passione, di breve o lunga non ha importanza, in ogni caso ognuna di queste mi ha sempre lasciato qualcosa.
Ero convinta che con l'avvento dell'università tutto questo avrebbe avuto fine.
"Sono una futura dottoressa, devo diventare una persona distinta!" mi sono ripetuta spesso.
(...) Ebbene: Mi sbagliavo.
La mia attuale fissazione non ha nemmeno un nome.
Di lui so solo che frequenta il primo anno come me, è nel mio stesso corso e prende il mio stesso autobus per andare in facoltà e tornare a casa.
Non so cosa vuole fare nella vita, come si chiama, quali sono i suoi hobby: nulla.
Ancora più ridicolo è il motivo per il quale ogni giorno corro da viale morgagni fino a piazza dalmazia come una psicopatica solo per prendere il suo stesso autobus (coltivo l'ipotesi che lui sia doraemon e abbia un buco spazio-tempo attraverso il quale azzera la distanza facoltà-fermata in 5 minuti contro gli umani 15).
Semplicemente sento di doverci fare amicizia.
Io non sono una persona normale.
Spesso leggo sui blog "L'età attuale è 20 ma quella cerebrale è di 14" ...
...questa gente lo scrive perchè fa tendenza.
Io dovrei riflettere sull'eventualità di scriverlo davvero: nel mio caso tutto questo corrisponde a realtà.
Doc, r i n c h i u d i m i (^w^)/
Postato da Estreas (giovedì, 12 novembre 2009 alle 20:22).


Rukia...

Cancellerò la tua...

...e s i s t e n z a.
RUKIA!

"...Cos'ho fatto per tutto questo tempo?"
"Hai dormito, Rukia. Hai dormito dal giorno in cui ti sei ferita, non ti serve sapere altro"




"...Qualcosa non va, nobile Byakuya? Cercate qualcosa?"
"No. Niente"

"RUKIA! STAI BENE?!"
"Chi sei?"
"(...) Che vuoi dire, Rukia? Sono io... Rukia"
"Chi diamine sei? Come fai a conoscere il mio nome?!"

"...Rukia... davvero non ti ricordi di me...?"

"Dai, Rukia... sono io... ichigo!"
"Non c'è speranza.
Nessuno si ricorda di me...
...da qualche parte, nel profondo, credevo che almeno Rukia mi avrebbe riconosciuto, ma..."



"....Non posso... arrendermi..."
"Devo chiederti una cosa:
Perchè stai facendo tutto questo per salvarla?
Per salvare Rukia?"

"Rukia... ha cambiato completamente la mia vita..."

"Sono qui ora... solo per lei!"
"Rukia..."

"...Sono venuto a riprenderti!"

"A-andatevene Shinigami! Rukia non vi vuole!
A Rukia non piacete più!!"

"Rukia... ricorda!
La Rukia che conosco io non smetterebbe mai di essere una Shinigami!
Quando ci siamo incontrati la prima volta, hai rischiato la tua vita per proteggere la mia!
Ecco la tua forza!
RUKIA!"

"...Qual è il tuo... nome, shinigami...?"
"Sono... Kurosaki Ichigo"
"Kurosaki...Ichigo..."
"Non puoi avere Rukia... se cercherai di averla, noi..."


"...Rukia..."


"Rukia ti prego svegliati! Sono io, Ichigo!!
Ti prego Rukia... r i c o r d a !"

"I tuoi ricordi... devono essere mietuti...
una volta fatto, nessuno sarà più in grado di ricordarsi di Rukia..."

"DEFICIENTI!
I ricordi non sono tutto!
L'anima di Rukia si è ricordata di me!
Non potete rubare il legame che ci tieni uniti!"

"A prescindere da tutto..."

"...Io..."

"...Sono ancora legato a lei..."



"Ichigo..."

"...Ehi..."

"Mi hai salvata ancora una volta..."

"...Ehi...
Se la morte non è davvero la fine, allora forse quella non è stata la prima volta che ci siamo incontrati..."

"...Forse, siamo collegati a vicenda da molto più tempo..."

"Non posso dirlo con certezza, ma...
...penso che quando si formi un legame , questo non scomparirà mai"

"...Quindi...anche se ci dimentichiamo tutto...
...ci riuniremo di nuovo, un giorno"

Bleach
Fade to Black:
I'm calling your name
Postato da Estreas (sabato, 07 novembre 2009 alle 21:39).

Mi sento come se non stessi cercando di realizzarmi al meglio per il mio futuro.
Ormai ho 20 anni.
Non ho più quei bei 13 anni in cui potevo ancora permettermi di dire "quando sarò grande..."
Da piccola immaginavo i miei 20 anni alla grande. Una vita indipendente lontano da casa, con a fianco un fidanzato eccezionale, realizzata sia in società che alla facoltà di medicina.
Di questi obiettivi, ne ho meno della metà stretti tra le mani ora.
Vedo progressivamente le persone accanto a me andare avanti, mettersi di impegno per riuscire in ciò che vogliono fare. Avendo amici estremamente talentuosi, è raro che sbaglino in ciò che fanno.
Io rimango inesorabilmente indietro.
Mi sembra come se ogni traguardo che riesco a raggiungere sia solo una tappa già conosciuta da chi mi sta attorno...
Mi alzo la mattina e mi chiedo "Mi sto impegnando davvero?" e sinceramente non trovo risposta.
Vengo costantemente presa dai morsi del panico, e da quell'unica domanda a cui so DAVVERO di non trovare una soluzione ora come ora.
"Riuscirò in ciò che desidero?"
Ciò che voglio fare nella vita non è facile.
Ci sono mille ostacoli. Una selezione durissima e una vita ancora più difficile.
Ci sono mille raccomandazioni, mille persone che mi vengono poste davanti solo perchè sono figlio o parente di chisoio. Questo, a volte mi scoraggia.
Penso "Come potrò farmi notare?" ...
...Nella mia vita amo moltissime cose.
Mi piacerebbe poter studiare tante cose differenti, e visitare tutti i posti del mondo.
Non mi dispiacerebbe poter studiare psicologia e lingue straniere... analisi matematica e chimica mi piacciono molto, e soprattutto studiare musica! Vorrei andare a vivere per un anno a Tokyo, poi a Berlino, Londra, Parigi...
Nonostante tutto, nella mia vita potrei fare una sola cosa.
E' difficile da spiegare.
Anche se amo molte cose, potrei devolvere la mia vita solo ad una cosa. E' per quella cosa che ho rinunciato a fare tutte le altre, ed è sempre per quella cosa sto compiendo grandi sacrifici che mi stancano e frustrano enormemente...

Ne ho solo una, non milioni. Se fallirò, che ne sarà di me?
Cosa ne sarà della me stessa che sarebbe pronta a sacrificarsi per riuscire? Delle mie amibizioni?
Di me stessa, nel complesso, cosa ne sarà?
Non ci sarà un posto nel mondo per me, perchè io non potrò fare altro. Non ho alternative, nè piani B ...
Se fallirò, sarò infelice e insoddisfatta tutta la vita.
Pensando a queste cose, mi sento male.
Postato da Estreas (domenica, 25 ottobre 2009 alle 20:01).

Sono stanca di tutte le persone in generale.
Sono stanca di sentire sempre le solite lamentele.
Sono stanca di dover fronteggiare sempre le solite persone. I soliti problemi. I soliti atteggiamenti.
Ecco, si.
Sono stanca di non vedere cambiamenti.
Probabilmente farò come mi ha detto lui.
Non è posto per me qui.
Postato da Estreas (mercoledì, 21 ottobre 2009 alle 20:48).


Federica

